L’occhio di pavone dell’olivo, conosciuto anche come cicloconio, è una delle malattie fungine più diffuse che possono colpire gli ulivi. Se non viene individuato e trattato tempestivamente, può provocare una forte caduta delle foglie, indebolire la pianta e ridurre la produzione di olive.
Questa malattia è favorita da elevata umidità, piogge frequenti e scarsa circolazione dell’aria all’interno della chioma. I sintomi compaiono principalmente sulle foglie e, nelle infestazioni più gravi, possono compromettere la vigoria dell’olivo e la qualità del raccolto.
In questa guida vedremo come riconoscere l’occhio di pavone dell’olivo, quali danni provoca, quando intervenire e quali prodotti utilizzare per effettuare un trattamento efficace.
Cos’è l’occhio di pavone dell’olivo
L’occhio di pavone dell’olivo è una malattia fungina causata dal fungo Spilocaea oleagina (sinonimo Fusicladium oleagineum), conosciuto comunemente anche come cicloconio dell’olivo.
Si tratta di una delle principali patologie fungine dell’olivo descritte anche dalla Fondazione Edmund Mach, che ne approfondisce ciclo biologico e strategie di difesa.
Il nome deriva dalle caratteristiche macchie circolari che compaiono sulle foglie e che ricordano le decorazioni presenti sulla coda del pavone.
Il fungo si sviluppa soprattutto durante i periodi umidi e con temperature miti, tipicamente in autunno e primavera. Le piogge e l’elevata umidità favoriscono la germinazione delle spore e la diffusione dell’infezione tra le piante.
L’occhio di pavone è presente sia negli oliveti professionali sia nelle piante coltivate a livello amatoriale e rappresenta una delle principali malattie dell’olivo da monitorare durante l’anno.
Come riconoscere l’occhio di pavone sulle foglie dell’olivo
Riconoscere precocemente l’occhio di pavone dell’olivo è fondamentale per limitare i danni e intervenire con il trattamento più adatto.
Il sintomo più caratteristico è la comparsa di macchie tondeggianti sulle foglie. Inizialmente le lesioni possono essere piccole e poco evidenti, ma con il tempo assumono una colorazione bruno-scura con un alone giallastro o verde chiaro che conferisce il classico aspetto “a occhio di pavone”.
Le foglie maggiormente colpite tendono a ingiallire e cadere prematuramente. Quando l’infezione è particolarmente intensa, la pianta può subire una forte defogliazione, con conseguente riduzione della fotosintesi e diminuzione della produzione di olive.
I sintomi più comuni sono:
- macchie circolari scure sulle foglie;
- presenza di aloni gialli attorno alle macchie;
- ingiallimento e caduta precoce delle foglie;
- indebolimento generale della pianta;
- riduzione della produzione e della pezzatura delle olive.
Nei casi più gravi, un olivo fortemente defogliato può impiegare diversi anni per recuperare completamente la propria produttività.

Perché compare l’occhio di pavone dell’olivo
L’occhio di pavone dell’olivo è favorito principalmente da condizioni climatiche umide e da una scarsa aerazione della chioma. Il fungo responsabile della malattia riesce infatti a svilupparsi e diffondersi più facilmente quando le foglie rimangono bagnate per molte ore.
Le infezioni si verificano soprattutto durante l’autunno e la primavera, periodi caratterizzati da piogge frequenti e temperature miti comprese tra 10 e 25 °C. Anche gli impianti molto fitti o le piante non potate correttamente risultano più soggette agli attacchi.
I principali fattori che favoriscono la comparsa dell’occhio di pavone sono:
- elevata umidità ambientale;
- piogge frequenti;
- ristagno d’acqua nel terreno;
- chioma troppo folta e poco arieggiata;
- potature insufficienti;
- oliveti situati in zone umide o poco ventilate.
La prevenzione gioca un ruolo fondamentale. Una corretta potatura e l’esecuzione dei trattamenti nei periodi più indicati consentono di ridurre notevolmente il rischio di infezione.
Danni provocati dall’occhio di pavone
Sottovalutare questa malattia può portare a conseguenze importanti sulla salute dell’olivo e sulla produzione.
Le foglie colpite dal fungo perdono progressivamente la loro capacità fotosintetica e tendono a cadere prematuramente. Una forte defogliazione indebolisce la pianta, riduce l’accrescimento dei nuovi germogli e può compromettere la fioritura e la produzione dell’anno successivo.
Tra i danni più frequenti troviamo:
- caduta precoce delle foglie;
- rallentamento dello sviluppo vegetativo;
- minore allegagione;
- riduzione della quantità di olive prodotte;
- diminuzione della pezzatura dei frutti;
- maggiore sensibilità della pianta ad altri stress ambientali.
Negli oliveti gravemente colpiti, le perdite produttive possono diventare significative e ripercuotersi anche sulle produzioni degli anni successivi.
Per questo motivo è importante intervenire ai primi sintomi e programmare trattamenti preventivi nelle fasi più favorevoli allo sviluppo del fungo.
Quando trattare l’occhio di pavone dell’olivo
Sapere quando trattare l’occhio di pavone dell’olivo è fondamentale per ottenere risultati efficaci e limitare la diffusione della malattia.
Generalmente i periodi migliori per intervenire sono due:
I principi della difesa fitosanitaria e la corretta gestione dei prodotti fitosanitari sono regolamentati dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF).
Trattamento autunnale
Il primo intervento viene effettuato dopo la raccolta delle olive, tra ottobre e dicembre, quando le prime piogge favoriscono la diffusione delle spore. Questo trattamento ha lo scopo di proteggere la vegetazione e ridurre le infezioni durante l’inverno.
Trattamento primaverile
Un secondo trattamento viene normalmente eseguito tra marzo e aprile, prima della fioritura, soprattutto nelle zone soggette a elevata umidità o negli oliveti che hanno già manifestato sintomi negli anni precedenti.
In presenza di forti infestazioni o condizioni climatiche particolarmente favorevoli al fungo, potrebbe essere necessario ripetere gli interventi seguendo le indicazioni riportate in etichetta dei prodotti utilizzati.
Effettuare i trattamenti nei momenti corretti è uno degli aspetti più importanti per prevenire la caduta delle foglie e mantenere gli olivi sani e produttivi nel tempo. Per questo motivo nella nostra guida trattamento olivo dopo la fioritura puoi trovare la risposta a tutte le domande in merito alla corretta gestione dell’olivo nella fase più delicata.
Quali prodotti usare contro l’occhio di pavone dell’olivo
Per contrastare efficacemente l’occhio di pavone dell’olivo è fondamentale utilizzare prodotti fungicidi autorizzati e intervenire nei periodi più favorevoli, ovvero in autunno dopo la raccolta e in primavera prima della fioritura.
L’obiettivo del trattamento è proteggere la nuova vegetazione e limitare la diffusione del fungo, evitando la perdita prematura delle foglie e i conseguenti cali produttivi.
Tra i prodotti più utilizzati per il trattamento dell’occhio di pavone troviamo i formulati a base di rame, impiegati sia in agricoltura convenzionale sia in agricoltura biologica.
La scelta del prodotto più adatto dipende da diversi fattori:
- gravità dell’infezione;
- epoca dell’anno;
- condizioni climatiche;
- tipologia di coltivazione;
- numero di piante da trattare.
Un intervento tempestivo permette di mantenere la pianta sana e di prevenire infezioni più gravi negli anni successivi.

Trattamento biologico dell’occhio di pavone
Chi coltiva l’olivo in regime biologico può ricorrere a prodotti rameici consentiti in agricoltura biologica, che rappresentano uno dei principali strumenti di prevenzione e contenimento della malattia.
L’impiego del rame e le limitazioni previste per l’agricoltura biologica sono disciplinati dalla normativa europea sull’agricoltura biologica.
I trattamenti a base di rame creano una barriera protettiva sulla vegetazione e impediscono al fungo di svilupparsi e propagarsi.
Per ottenere risultati soddisfacenti è importante:
- trattare la pianta in modo uniforme;
- evitare le giornate piovose;
- rispettare dosi e tempi riportati in etichetta;
- intervenire preventivamente nei periodi più favorevoli allo sviluppo del fungo.
Una corretta gestione agronomica, associata ai trattamenti preventivi, permette di ridurre notevolmente la pressione della malattia.
Rame per l’occhio di pavone dell’olivo: dosi e periodo di utilizzo
Il rame rappresenta uno dei rimedi più efficaci contro il cicloconio dell’olivo. I trattamenti vengono generalmente effettuati:
- dopo la raccolta delle olive;
- alla fine dell’inverno o all’inizio della primavera;
- dopo periodi caratterizzati da piogge persistenti e forte umidità.
L’impiego del rame è particolarmente importante nelle zone dove l’occhio di pavone si manifesta con regolarità ogni anno.
È sempre consigliabile attenersi alle indicazioni riportate in etichetta del prodotto e verificare le limitazioni previste dalla normativa vigente sull’utilizzo del rame.

Kit trattamento occhio di pavone dell’olivo
Se le foglie del tuo olivo presentano le classiche macchie circolari e vuoi intervenire in modo semplice ed efficace, può essere utile utilizzare un kit completo già pronto all’uso.
Il Kit Trattamento Occhio di Pavone dell’Olivo è studiato per aiutare gli olivicoltori hobbisti e professionali a difendere le piante dalle principali infezioni fungine responsabili della caduta delle foglie.
Il kit contiene
- prodotti selezionati per la difesa dell’olivo;
- istruzioni di utilizzo semplici e chiare;
- dosaggi indicati in base ai litri di soluzione da preparare;
- tutto il necessario per effettuare il trattamento senza dover acquistare prodotti separati.
A chi è consigliato
Il kit è ideale per:
- olivi coltivati in giardino;
- piccoli oliveti familiari;
- aziende agricole;
- piante già colpite dall’occhio di pavone;
- trattamenti preventivi autunnali e primaverili.
Scopri il Kit Trattamento Occhio di Pavone dell’Olivo e proteggi le tue piante con una soluzione completa e facile da utilizzare.
Per una corretta gestione dell’oliveto è inoltre consigliabile seguire i bollettini fitosanitari pubblicati periodicamente dai servizi regionali, che consentono di intervenire nei momenti più opportuni in base all’andamento climatico e alla pressione delle malattie.

Domande frequenti sull’occhio di pavone dell’olivo
Sì. Uno dei sintomi più frequenti dell’occhio di pavone è la caduta precoce delle foglie. Nelle infestazioni più gravi l’olivo può andare incontro a una forte defogliazione, con conseguente riduzione della produzione di olive.
La malattia si manifesta con macchie tondeggianti di colore bruno o nero circondate da un alone giallastro. Queste lesioni ricordano le decorazioni presenti sulla coda del pavone, da cui deriva il nome della malattia.
I periodi migliori per effettuare il trattamento sono l’autunno, dopo la raccolta delle olive, e la primavera prima della fioritura. In presenza di elevata umidità o forti attacchi può essere necessario effettuare ulteriori interventi.
La prevenzione rappresenta la strategia più efficace. I trattamenti a base di rame, eseguiti nei periodi più opportuni, consentono di limitare lo sviluppo del fungo e proteggere la vegetazione.
Sì. I prodotti rameici sono tra i rimedi più utilizzati per la prevenzione e il contenimento dell’occhio di pavone dell’olivo e sono ammessi anche in agricoltura biologica, nel rispetto delle normative vigenti.
Sì. La perdita delle foglie riduce la capacità fotosintetica della pianta e può causare una diminuzione della quantità e della qualità delle olive prodotte.
La prevenzione si basa su una corretta potatura per favorire l’aerazione della chioma e sull’esecuzione di trattamenti preventivi nei periodi più favorevoli allo sviluppo del fungo.
Conclusioni
L’occhio di pavone dell’olivo, conosciuto anche come cicloconio, è una delle malattie fungine più diffuse e può compromettere seriamente la salute e la produttività delle piante.
Riconoscere tempestivamente i sintomi, intervenire nei periodi più indicati e utilizzare prodotti specifici consente di limitare la diffusione del fungo e mantenere gli olivi sani e produttivi nel tempo.
Se sulle foglie dei tuoi olivi sono comparse le tipiche macchie scure e vuoi effettuare un trattamento efficace, puoi affidarti a una soluzione completa e pronta all’uso.
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